Mentre sulla Terra gli scienziati si contendono il bosone di Higgs , e si compiacciono per la sua scoperta, nello spazio c’è un nuovo mistero da risolvere. E non si tratta di cercare una particella inafferrabile, ma un intero sistema planetario. Scomparso all’improvviso.
Veniamo ai fatti. Circa 25 anni fa gli astronomi individuano un denso disco di polvere che avvolge una stella molto simile al Sole, a 450 anni luce nella costellazione del Centauro. Un manto talmente fitto che oscura la luce dello stesso astro, visibile pertanto nel solo infrarosso.
Il disco è composto di polveri, detriti, rocce e asteroidi, insomma tutto il materiale che occorre per formare un sistema di pianeti simile al nostro, e di pari massa totale.
Recenti osservazioni (l’ultima è del 12 maggio), condotte con il telescopio Gemini, in Cile, hanno sorpreso gli astronomi: tutta quella materia in divenire non c’è più. È svanita in meno di tre anni. Un tempo troppo rapido perché evapori o perché sia spazzata via da una vampata, peraltro mai osservata, della stella.
Norm Murray, direttore del Canadian Institute for Theoretical Astrophysics osserva che "gli eventi inspiegabili come questo hanno sempre condotto a una rivoluzione nella storia dell’astronomia". Significa che gli attuali modelli formulati per spiegare la nascita del sistema solare potrebbero essere da buttare e da ripensare d’accapo. E la materia scomparsa che fine ha fatto? Le particelle di polvere potrebbero essere precipitate dentro la stella stessa oppure disaggregate e riformate periodicamente secondo meccanismi indotti da collisioni tra asteroidi. Ma nessuna delle due ipotesi convince appieno gli astrofisici: l’enigma, dunque, continua.
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