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Un figlio in provetta: Paese che vai, tariffe che trovi

Con la spending review, in Italia arrivano i superticket per la fecondazione assistita: in Toscana si possono spendere anche 700 euro. Ma all'estero conviene?

Un figlio in provetta: Paese che vai, tariffe che trovi Un figlio in provetta: Paese che vai, tariffe che trovi
Credits: AP Photo/KTLA
di Eleonora Lorusso

In tempi di crisi anche poter avere un figlio un provetta diventa difficile, soprattutto per il portafoglio e soprattutto in alcune regioni d'Italia. Lo sanno bene gli abitanti della Toscana, che tra pochi giorni vedranno alzarsi il ticket per la fecondazione assistita, che arriverà a superare i 500 euro, toccando anche la cifra record di 700 euro per le tecniche più complesse.

Tariffe alte

A partire da settembre, infatti, nei centri pubblici toscani e in quelli convenzionati scatterà il superticket per la Fivet, ovvero la fecondazione assistita. Una doccia fredda per le tante coppie in attesa di poter avere un figlio con le moderne tecniche contro l'infertilità, che ha riaperto il dibattito sul  "turismo procreativo" all'estero, ovvero la tendenza a rivolgersi a centri specializzati in altri Paesi. In Italia esistono infatti molte differenze da Regione a Regione. In Lombardia ed Emilia Romagna, ad esempio, l'intervento di procreazione assistita resta gratuito. La Toscana, dove la situazione delle casse sanitarie regionali non lo permette, ha deciso invece di aumentare il ticket, perché "la richiesta di una compartecipazione alle spese è l'unico modo per tenere alta la qualità del servizio", ha spiegato l'Assessore alla Sanità Luigi Morroni.

Districarsi nella giungla dei "prezzi" per le terapie di fecondazione in vitro è davvero difficile. Alla possibilità di rivolgersi a centri pubblici o convenzionati, infatti, si aggiunge quella di recarsi in strutture private, che in Italia sono il 56,6% in più, concentrate soprattutto al Sud. Ma il costo è decisamente più elevato. Secondo i numerosi racconti di aspiranti mamme e papà, infatti, in media alle tariffe per le semplici analisi per entrambi i partner (circa 500 euro), si devono aggiungere quelle per i tentativi di inseminazione artificiale, che si aggirano sui 1.500 euro, almeno dei centri convenzionati. Se si è fortunati, il primo tentativo può essere sufficiente, altrimenti occorre riprovare più volte.

Vietata l'eterologa

In Italia, poi, è ammessa solo la fecondazione omologa (per la legge 40 del 2004), ma non quella eterologa, ovvero tramite un donatore esterno alla coppia. Per aggirare questo ostacolo molti si rivolgono a strutture all'estero, soprattutto nella vicina Svizzera, ma anche in Finlandia, Spagna e Repubblica Ceca. Nel 2011 si calcola che siano state 4.000 le coppie italiane che sono "emigrate" in cerca di un bimbo. Viaggi della speranza che, come ha spiegato il quarto rapporto dell'Osservatorio sul Turismo Procreativo, sono motivati soprattutto dalle maggiori opportunità offerte alle coppie all'estero rispetto a quelle consentite in Italia, dalla diagnosi genetica pre-impianto per i portatori di gravi malattie genetiche, al fatto di poter congelare prodotti con un ciclo di stimolazione ovarica da poter usare successivamente.

Un'altra possibilità per chi si reca fuori dall'Italia, in particolare negli Stati Uniti, è quella di accedere alla maternità surrogata,  il cosiddetto utero in affitto, vietato in Italia, ma molto ricercato in America (nel 2011 le richieste sono aumentate del 100 per cento).

Leggi (e tariffe) diverse

Ma quanto può costare un figlio concepito in America? Anche in questo caso è difficile districarsi tra regole differenti tra Stato e Stato, e prezzi che variano a seconda delle coperture assicurative e dei centri specializzati. Di certo, secondo l'esperienza di chi ci è passato, se un trattamento di fecondazione assistita in Paesi asiatici, come l'Indonesia (tra le mete lontane più gettonate in rete) può costare circa 5.000 dollari, negli Stati Uniti il prezzo in media raddoppia, aggirandosi intorno ai 10.000 dollari. Al minor costo in sé di alcuni luoghi, occorre però aggiungere le spese di viaggio, albergo e anche alcuni limiti, come il fatto di non poter effettuare tutti gli esami necessari in alcuni Paesi, come in Sud America.

Quanto agli Stati Uniti, come detto, non esiste una legislazione uniforme. In generale oltreoceano sono molto più liberali che in Italia. L'accesso alla PMA (la fecondazione assistita, appunto) è ammesso anche per donne single e coppie lesbiche, e la donazione di seme e ovociti è largamente praticata anche dietro compenso. La maternità surrogata è vietata in qualsiasi forma solo in Arizona, New Jersey e Michigan, mentre in altri stati (Kentucky, Louisiana, Nebraska e Washington) è vietata solo la surrogata di natura commerciale. Nel resto degli Usa, ci sono leggi che regolano la materia e comunque ammettono la tecnica: in California e Florida, ad esempio, la maternità surrogata è consentita con piene garanzie giuridiche.

Occorre dunque informarsi molto bene, vista la quantità di centri che praticano la PMA negli Stati Uniti, controllando che la struttura riferisca i propri dati al CDC, il Center for Disease Control and Preventio n , secondo cui sono oltre 500 i centri censiti. Infine, e' bene anche verificare che il responsabile del centro sia membro della ASRM (American Society for Reproductive Medicine), sul cui sito (www.asrm.org ) è possibile anche trovare un elenco delle agenzie che hanno sottoscritto le linee guida pratiche ed etiche sulla ovodonazione (ad esempio per quanto riguarda i compensi alle donatrici).

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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