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Cancro: migliorano le cure ma non l'assistenza. Venerdì 11 è la Giornata per la Ricerca

I progressi della ricerca fanno ben sperare per la riduzione della mortalità, ma è nell'assistenza ai pazienti fuori dalla fase acuta che l'Italia resta ancora al palo.

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Tag:  Airc cancro Censis prevenzione salute

di Marta Buonadonna

Sono 2,2 milioni le persone che in Italia hanno avuto una diagnosi di cancro nel corso della loro vita. Tra questi 274mila, oltre il 12 per cento, hanno perso il lavoro a causa del tumore: 85mila solo negli ultimi cinque anni. Mentre l'Airc celebra il prossimo 11 novembre i successi della ricerca di base sul cancro nell'avanzamento delle cure, il Censis rende pubblici i risultati di una ricerca sui bisogni e le aspettative dei malati e delle loro famiglie, dal quale emergono le criticità dell'assistenza e gli impatti sociali della malattia.

Visti i numeri delle persone colpite, il cancro si può definire una "patologia sociale di massa, dagli effetti prolungati e con impatti rilevanti sulla sanità e la società". Cosa emerge dall'esperienza dei pazienti? I dati salienti sono due: le terapie sono migliorate, il che riduce il tempo di rientro post-operatorio dai 17 mesi di 10 anni fa ai 4 mesi di oggi; l'assistenza invece latita e c'è la paura che i tagli ai bilanci pubblici possano ostacolare in futuro l'accesso a terapie efficaci e innovative.

Salvo ricadute dovute al peggioramento della patologia, col tumore si convive. Le cure della fase acuta ricevute in ospedale sono sono considerate di buon livello e in miglioramento, specialmente al nord, ma esistono disparità tra le regioni. Per quanto riguarda l'assistenza successiva, si sente invece la mancanza di servizi sociali adeguati: a prendersi cura dei pazienti è nella stragrande maggioranza dei casi la famiglia, spesso il coniuge, anche anziano.  Chi non ha un parente che possa prendersi cura di lui resta in pratica abbandonato a se stesso.

L'impatto della malattia è quindi molto forte in termini di impegno, per i familiari che assistono il paziente, e anche in termini economici, dal momento che 274mila persone che hanno avuto una diagnosi di tumore sono state licenziate o costrette alle dimissioni oppure non sono state più in grado di svolgere la propria attività autonoma.

In questo quadro di assistenza latente e sanità diseguale aleggia il timore che i miglioramenti promessi dalla ricerca, cioè l'arrivo di cure più efficaci, invece di accelerare, come sarebbe auspicabile, possano essere ritardati dai tagli alla sanità. La promessa di cure migliori, rapidamente messe a disposizione dei malati potrebbe dunque rimanere solo un sogno.

Intanto però la ricerca continua il proprio lavoro e negli ultimi dieci anni ha accorciato notevolmente la distanza tra il laboratorio e l'applicazione clinica. Il sequenziamento del genoma e le innovazioni tecnologiche che hanno reso questa processo sempre più rapido hanno consentito alla ricerca di fare passi da gigante e conseguire scoperte molto rilevanti sia nella dignosi sia nella cura dei tumori. Negli anni Novanta occorrevano mesi per leggere la sequenza di un solo gene, ora in pochi giorni si può decodificare un intero genoma, composto da migliaia di geni.

Oggi sappiamo che esistono "firme molecolari" che indivuano molti tumori. Conoscerle facilita la diagnosi precoce, tramite semplici esami del sangue. Sappiamo che i microRNA, piccole molecole che accendono e spengono i nostri geni come interruttori, hanno un ruolo cruciale nell'insorgenza e nella progressione dei tumori e possono quindi essere di aiuto nella diagnosi e nella prognosi.

La sfida nella ricerca della cura per i tumori è quella di mettere a punto farmaci basati sui meccanismi molecolari responsabili del decorso della malattia. Altri due ambiti promettenti sono le nanotecnologie, che renderanno possibile il trasporto dei farmaci all'interno delle cellule tumorali, minimizzando l’effetto sui tessuti sani, e le cellule staminali: la ricerca lavora a un sistema per neutralizzare le staminali del cancro o "rivoltarle" contro la malattia.

Ma il miglioramento delle nostre conoscenze del cancro consente anche di fare molti progressi nell'ambito della prevenzione. E' ormai chiaro che nello sviluppo dei tumori sono coinvolti diversi fattori: meccanismi molecolari, ambiente, presenza di processi infiammatori, ruolo del sistema immunitario. Vi sono linee di ricerca che studiano la chemioprevenzione con aspirina, per alcune persone predisposte al tumore al colon, e poi i cosiddetti vaccini anticancro, che stanno passando dalla sperimentazione all'uso clinico.

Giunta alla sua quattordicesima edizione, la Giornata per la Ricerca sul Cancro quest'anno porta i ricercatori fuori dai laboratori e dentro le classi, coinvolgendo gli studenti delle scuole secondarie superiori e delle Università in un'azione di disseminazione dei risultati della ricerca di base per rispondere alle curiosità e alle domande dei giovani.

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