Gli alimenti che mangiamo e le attività con cui ci teniamo impegnati hanno entrambi un ruolo cruciale nel proteggere la nostra memoria, anche dal rischio rappresentato da malattie neurodegenerative come l'Alzheimer. Due studi recenti danno suggerimenti importanti per la prevenzione.
I primo è della Mayo Clinic e sostiene che combinare attività mentalmente stimolanti come l'uso del computer con un moderato esercizio fisico abbassa il rischio di perdita di memoria più di una sola delle due attività. I ricercatori hanno analizzato 926 persone di età compresa tra 70 e 93 anni che, un anno prima di essere esaminate dagli autori dello studio, avevano compilato un questionario rispondendo a domande sulle loro abitudini in fatto di esercizio fisico e mentale. Tra le attività considerate come esercizio fisico moderato figuravano il golf, la camminata veloce, l'aerobica, il tennis giocato in doppio, lo yoga, il nuoto, gli attrezzi da palestra, le arti marziali. Mentre tra le attività mentalmente stimolanti, oltre all'uso del computer che è risultata la più popolare e per questo è stata scelta come attività rappresentativa, erano contemplati i giochi, l'ascolto di musica, la lettura, e le attività sociali e artistiche.
Gli studiosi, guidati dal neuropsichiatra Yonas Geda, hanno verificato che tra coloro che non usavano il computer e non svolgevano attività fisica regolare il 37,6 per cento presentava sintomi di deterioramento cognitivo lieve, una sorta di stadio intermedio tra la normale perdita di memoria dovuta all'età e i primi segni di Alzheimer. Nel gruppo di coloro che invece facevano entrambe le cose la percentuale di coloro che davano gli stessi segni erano circa la metà, ovvero il 18,3 per cento.
Assodato che mantenere corpo e cervello in attività è il miglior modo per proteggere la memoria, la scienza si interroga anche sul ruolo che la dieta può avere nel favorire o combattere il rischio di malattie neurodegenerative. Insomma, per avere la famosa mente sana nel corpo sano, cosa dobbiamo mangiare? Secondo uno studio svolto dai ricercatori del Columbia University Medical Center di New York e pubblicato sulla rivista Neurology, tutto quello che contiene gli acidi grassi omega-3: pollo, pesce e noci nella dieta contribuiscono ad abbassare nel sangue i livelli di una proteina che è stata associata al morbo di Alzheimer e a problemi con la memoria.
"Mentre è difficile misurare i livelli di depositi di betamiloide nel cervello", spiega Nikolaos Scarmeas, neurologo autore della ricerca, "è relativamente semplice misurarne i livelli nel sangue che, entro certi limiti, solo correlati a quelli nel cervello". Per più di un anno un gruppo di oltre 1.200 persone sopra i 65 anni, senza segni di demenza, hanno fornito informazioni sulla propria dieta. Poi il loro sangue è stato analizzato alla ricerca di betamiloide, il peptide coinvolto nel morbo di Alzheimer. L'esame ha dimostrato che più grassi acidi omega-3 una persona mangiava, minore era il livello di betamiloide nel suo sangue.
Come stabilire le giuste quantità? Consumare un grammo di omega-3 al giorno più della media, vale a dire includere nella dieta mezzo filetto di salmone in più a settimana, è associato a livelli di betamiloide nel sangue del 20-30 per cento inferiori.
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