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Italiani campioni di longevità: siamo tra i primi in Europa

Gli europei sono tra i cittadini che vivono più a lungo, battuti solo dal Giappone. E in Europa l'Italia si piazza nel gruppo di testa, con Svezia, Francia, Finlandia e Olanda, per l'aspettativa di vita dei suoi abitanti. Ma il rapporto Eugloreh 2007, presentato all'Istituto Superiore di Sanità, fornisce anche dati assai poco confortanti sulla salute della popolazione tra obesità, consumo di alcol e fumo. LEGGI ANCHE: L'Italia non è un paese per giovani. Emarginati da politica, università e professioni

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Tag:  aspettativa-di-vita Europa longevità obesità salute

di Redazione

 

Anziani seduti su una panchina

Si allunga la vita degli europei,  sempre più in salute, ma destinati, soprattutto negli ultimi  anni, a vivere con malattie croniche, causate in gran parte dai  cattivi stili di vita. Cresce l'aspettativa di vita che in un  decennio (dal 1995 al 2005) è aumentata di tre  anni per gli uomini, che ora possono sperare di raggiungere i 75  anni e mezzo, e per le donne ha raggiunto gli 81,6 anni.

Il vecchio continente è battuto solo dal Giappone, campione mondiale di longevità con un'aspettativa di vita che per l'uomo è di 78,5 anni e per la donna di  85,5 anni.     La fotografia sulla salute globale in Europa è stata scattata  dal rapporto realizzato con il progetto Eugloreh 2007 ,  co-finanziato dall'Unione Europea, coordinato dal Ministero del  Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e dall'Istituto  Superiore di Sanità, i cui dati sono stati presentati oggi all'ISS.        E l'Italia si posiziona bene nella classifica europea: è nel gruppo dei paesi con l'aspettativa di vita più alta insieme a Svezia, Francia, Olanda e Finlandia.

Ma non ci sono solo buone notizie: il rapporto sforna infatti anche una serie di dati assai poco confortanti su malattie, incidenti e pessime abitudini. Se da un lato la mortalità infantile in Europa è calata nettamente rispetto ai decenni passati, i ragazzini europei cominciano a fumare prima degli altri: il continente ha la più alta incidenza di fumatori nella fascia di età compresa tra i 13 e i 15 anni: sono il 18 per cento, il doppio rispetto alla media mondiale. E anche sull'alcol c'è poco da stare allegri: 42 milioni di persone in Europa hanno problemi legati al consumo di bevande alcoliche e il fenomeno del "binge drinking", vedi le sbronze del sabato sera, coinvolge un numero crescente di persone, giovani e non solo. Nel contempo aumenta il consumo di cocaina tra i giovani adulti (15-34 anni) in tutti i paesi in cui si hanno dati in merito. Nell'Europa centrale e occidentale 15.000 persone ogni hanno vengono infettate dal virus dell'HIV o contraggono l'Aids e in diversi stati membri dell'Ue si registra un aumento dei comportamenti a rischio, come i rapporti sessuali occasionali senza l'uso del preservativo.

E ora veniamo al sovrappeso, altra piaga del nostro tempo. La percentuale delle persone affette dal diabete è in aumento. Sovrappeso e obesità causano circa un milione di morti all'anno nella Regione Europea dell'OMS. Nel 1999 nell'Unione a 15 Stati si consumavano in media 300 kcal in più a persona al giorno rispetto al 1970. Bambini e adolescenti in sovrappeso o obesi sono in costante e preoccupante aumento nella vecchia Europa, ma il paradosso è che mentre ingrassiamo, soffriamo anche maggiormente per carenze di alcuni nutrienti essenziali. Difetti del tubo neurale nel feto, dovuti a carenza di folati nella dieta della mamma, il gozzo, rigonfiamento della tiroide dovuto a carenza di iodio, l'anemia, associata alla mancanza di ferro, l'osteoporosi, che colpisce soprattutto le donne dopo la menopausa e comporta una maggior fragilità delle ossa imputabile a una carenza di calcio, sono tutti mali del nostro tempo.

Quindi mangiamo male e in più non ci muoviamo abbastanza: un cittadino europeo su tre non fa alcun tipo di attività fisica nel tempo libero e due su tre non fanno comunque sufficiente movimento.

Ma come facciamo ad essere così longevi allora? Sostanzialmente grazie a un controllo più efficace delle malattie infettive e a una riduzione della mortalità dovuta a disturbi respiratori e malattie cardiovascolari, rispetto agli anni 70, e a a un calo della mortalità della maggior parte dei tumori (ad esclusione di quello al polmone) negli anni 90.

Allungata la durata dell'esistenza, la prossima vera sfida consiste nel condurre vite più sane, in modo che il tempo guadagnato non sia speso tutto tra cure e medicine.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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