I primi presunti colpevoli sono stati i cetrioli. Poi è stata la volta della soia. Al momento invece i principali responsabili per la diffusione del batterio killer che ha atterrito l'Europa sarebbero i germogli di legumi. L'infezione avrebbe avuto origine da una partita contaminata di "germogli di leguminose" provenienti da un'azienda nel nord della Germania. Ma visto il susseguirsi incoerente di proclami e falsi allarmi, dobbiamo prendere anche quest'ultima ipotesi degli scienziati tedeschi con le pinze.
Si presume che i germogli siano stati coltivati su terreni contaminati da concimi infetti. La colpa sarebbe del caro vecchio letame animale, utilizzato a buon diritto al posto dei fertilizzanti sintetici, specialmente per i prodotti biologici, ma il cui uso richiede controlli accurati da parte delle autorità sanitarie, proprio per evitare il rischio che si diffondano agenti patogeni.
Evidentemente è quindi la catena dei controlli ad aver fallito, il che finora ha comportato la morte di 31 persone, quasi tutte in Germania (l'ultima vittima è di oggi e si tratta di una donna di 75 anni) e il contagio di qualche migliaio in Europa. Il ministro della Sanità tedesco, Daniel Bahr, ha precisato che è ancora possibile il verificarsi di "nuove infezioni, anche se il loro numero sta regredendo, il che è motivo di ottimismo".
Scagionati lattuga, cetrioli e pomodori, sembra che per questa estate non saremo dunque costretti a rinunciare alle insalate. Se ne rallegra la Coldiretti , secondo la quale il cessato allarme-batterio per le verdure vale 460 milioni di euro per il made in Italy. Dall'inizio della crisi, e a causa delle accuse avventate rivolte a vari ortaggi dalle autorità tedesche, i produttori ortofrutticoli europei che hanno perso ben 417 milioni di euro, dei quali almeno 100 in Italia, dove sono rimaste invendute 50mila tonnellate di verdure.
A condurre i ricercatori dell'istituto Robert Koch ai veri responsabili del contagio, ovvero i germogli, è stato l'alto numero di contagiati in alcuni ristoranti riforniti di germogli provenienti dall'azienda biologica Gaertnerhof, che si trova a Bienenbuettel.
Per l'ente protezione animali, però, il vero colpevole va ricercato negli allevamenti intensivi. L'Escherichia coli vive nell'intestino dei mammiferi e si diffonde nell'ambiente, e si trasmette dunque ai vegetali, attraverso le deiezioni utilizzate per concimare i campi. "I cetrioli, la soia e i germogli", spiega l'Enpa in una nota, "sono semplici vettori dell'infezione mentre il vero focolaio si trova all'interno delle stalle". E le massicce dosi di farmaci somministrate agli animali nei mangimi potrebbero essere responsabili delle mutazioni che hanno reso il batterio più resistente agli antibiotici.
Restano parecchi punti oscuri sull'origine del batterio, che apparterrebbe a un ceppo mai visto prima e particolarmente virulento, secondo l'Oms, e sarebbe quindi frutto di una mutazione che deve aver avuto luogo nelle viscere di un animale, le cui feci hanno poi contaminato i terreni del vivaio di Bienenbuettel, in Bassa Sassonia, riconosciuto come primo focolaio del contagio. Possono essersi infettati altri animali che quindi rischiano di riprodurre il contagio e ricominciare la catena?
L’annuncio a sorpresa del presidente degli Stati Uniti su colloqui di pace da tenersi in Qatar tra il presidente Karzai e i talebani è una scommessa piena di incognite
Aumento dell'interscambio nel breve periodo, crescita e benessere nel lungo
Google sta lavorando a un futuristico database che consentirà di identificare automaticamente i contenuti pedo-pornografici in Rete
Guaranà, ginseng, eleuterococco o frutta e verdura. Ecco come prepararsi ad affrontare il grande caldo
C'è la Marcuzzi in bikini esplosivo, la Seredova sexy wags e Fiammetta Cicogna in costume intero. Chi è la bella?
Commenti