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Terapia del dolore, i progetti Teseo e Arianna

Ai medici di famiglia fornite adeguate conoscenze nell’ambito della legge 38. Esperti riuniti a Firenze per Impact 2013

Terapia del dolore, i progetti Teseo e Arianna Terapia del dolore, i progetti Teseo e Arianna
Un medico fornisce farmaci antidolorifici - Credits: Creatas per Thinsktock by Getty Images

Tag:  dolore Impact 2013 terapia del dolore

di Marino Petrelli

Da Teseo ad Arianna. Due progetti con l’obiettivo di fornire ai medici di famiglia adeguate conoscenze nell’ambito della terapia del dolore e dare concreta attuazione alle “aggregazioni funzionali territoriali” previste dalla legge 38/2010. I risultati sono stati presentati nell’ambito di “Impact Proactive 2013 ”, gli stati generali della lotta al dolore riuniti a Firenze a cui Panorama.it ha preso parte. Il progetto Teseo , acronimo di Territorio supporto e organizzazione, ha voluto sperimentare un modello organizzativo di formazione sulle terapie del dolore e cure palliative da parte di 335 medici di medicina generale. Questo nuovo approccio ha portato ad incrementare le visite cliniche specifiche sul dolore e a diagnosticare e a tipizzare il dolore a 3820 pazienti, grazie all’impegno e al coinvolgimento dei medici di famiglia formati, somministrando una terapia appropriata.

Sul totale dei pazienti tipizzati, 2725 sono stati inseriti dai medici di medicina generale nel registro delle cure “early palliative care”, con l’obiettivo di identificare precocemente i malati con bisogno di approccio palliativo. Di questi, solo il 28 per cento è malato oncologico, mentre gli altri pazienti sono affetti da altre patologie, soprattutto di natura cardiovascolare, per il 16 per cento.

“Essere seguiti da un medico specificatamente formato sul dolore permette al paziente di essere sottoposto ad un accurato esame clinico dedicato e di avere una proposta di percorso terapeutico finalizzata al raggiungimento di obiettivi con lui condivisi – sottolinea Pierangelo Lora Aprile, responsabile scientifico del progetto Teseo, realizzato con il contributo del gruppo Angelini -. Quattro medici su cinque hanno concluso il ciclo degli audit e i pazienti visitati hanno ricevuto una visita molto più accurata rispetto al passato sulle cause del dolore e non sulla malattia che lo ha provocato”. E a Panorama.it aggiunge: “L’investimento è stato cospicuo e i medici sono stati inseriti a titolo gratuito. I risultati sono stati ben spesi e prevediamo di implementare il progetto con un nuovo ciclo e nuovi medici da coinvolgere”.

DA TESEO AD ARIANNA

La centralità dei bisogni del paziente, elemento fondativo di Teseo, viene ripresa da Arianna, studio osservazionale promosso da Age.Na.S, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali , con l’obiettivo di migliorare l’accesso alle cure palliative domiciliari per i malati con patologie croniche in fase evolutiva attraverso la sperimentazione di un modello organizzativo integrato di cure palliative. Con questo progetto si vuole valutare la bontà delle scelte introdotte dall’intesa Stato Regioni del luglio 2012 che, in attuazione della legge 38, ha definito i requisiti minimi e le modalità organizzative necessarie per l’accreditamento delle strutture di assistenza delle reti di cure palliative.

“Il passaggio da Teseo ad Arianna ha l’obiettivo di valutare i percorsi integrati di cure palliative domiciliari, di base e specialistici, per individuare precocemente i malati che si avviano alla fine della vita, dando una risposta ai loro bisogni e a quelli dei familiari – sottolinea Gianlorenzo Scaccabarozzi, vice presidente della commissione nazionale cure palliative e terapie del dolore e direttore scientifico del progetto -. E’ stato avviato un osservatorio delle buone pratiche sia per il lavoro degli hospice che per capire se in casa le cure palliative si fanno o meno. Su 144 strutture, 44 avranno un bollino di eccellenza. Il primo malato sarà reclutato il 1 gennaio 2014 e avremo 10 centri di riferimento. Agenas mette 300 mila euro e altri soldi arriveranno da una fondazione che ci aiuterà a coprire il resto del finanziamento.

 IL DOLORE CRONICO NEI BAMBINI E NEGLI ANZIANI

Impact 2013 è anche il luogo dove si parla dei costi sociali delle terapie del dolore. Negli Stati Uniti si spendono 560 milioni di dollari per queste terapie e ci sono 160 milioni  di malati. In Italia, un dato abbastanza vecchio, dice che sono almeno tra i quindici e i diciotto milioni di italiani con dolore cronico. Solo per i fans, i farmaci anti-infiammatori non steroidei, si spendono oltre 520 milioni di euro, con una spesa pro capite di 8,29 euro. In questa spesa è bene però distinguere il dolore dei soggetti più fragili, come anziani e bambini, incapaci di esprimere la loro sofferenza. “Oltre l'80 per cento dei ricoveri ospedalieri pediatrici sono dovuti a patologie che presentano anche dolore. Il 60 per cento degli accessi al pronto soccorso pediatrico è causato da questo disturbo - dichiara Franca Benini, responsabile del Centro regionale Veneto di terapia antalgica e cure palliative pediatriche dell’Università di Padova -. La legge 38/2010 ha sancito il diritto del minore al controllo algico secondo programmi dedicati e specifici e propone interventi organizzativi ed assistenziali declinati sulle peculiarità biologiche, psico-relazionali, sociali e cliniche del paziente pediatrico. Si sta lavorando tutti insieme affinchè quanto sancito dalla normativa diventi effettivo nel più breve tempo possibile”.

Altra tipologia di pazienti particolarmente vulnerabili è quella degli anziani. Uno dei problemi più rilevanti nella cura del dolore è rappresentato dalle persone che, per un’alterazione delle funzioni cognitive, hanno perso memoria del dolore fisico e non sono in grado di descrivere tipo, localizzazione, durata e gravità della loro sofferenza. “Oggi in Italia le persone affette da demenza sono circa il 10-12 per cento degli over 65, quindi circa1-1,5 milioni di cittadini. Di questi, circa il 70-80 per cento ha problemi di dolore nel corso della vita - evidenzia Marco Trabucchi, presidente dell’Associazione italiana di psicogeriatria -. Spesso le persone con demenza devono soffrire ingiustamente. Abbiamo il dovere di porre in atto metodologie diagnostiche innovative, efficaci anche in assenza di una sintomatologia riferita: in chi ha perso la memoria ogni volta il dolore si presenta come un evento nuovo, drammatico e inspiegabile, che induce angoscia”.

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