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Sigarette elettroniche, le 10 cose da sapere

Aumentano i divieti nei luoghi pubblici per possibili danni da "fumo" passivo. Ma cosa si sa realmente sulle cosiddette e-cigarettes?

Sigarette elettroniche, le 10 cose da sapere
Credits: Getty Images

Sembrano a tutti gli effetti delle sigarette, ma assicurano di non provocare gli stessi danni del fumo "tradizionale". Sono le sigarette elettroniche, comparse sul mercato ormai da tempo, ma intorno alle quali si è aperto un dibattito: non si conoscono i reali effetti collaterali, contengono comunque nicotina (in forma liquida) e non è ancora chiaro se davvero possano causare dipendenza o avere effetti negativi paragonabili al fumo passivo. Negli Stati Uniti non sono soggette alla legge sul tabacco e ai relativi divieti, ma in molti chiedono che siano vietate anche nei luoghi pubblici, nonostante non emattano fumo. In Italia sono già diversi i Comuni che hanno adottato ordinanze ad hoc, vietandone l'uso nei locali pubblici, da Como a Torino, dove il pm Guariniello ne ha chiesto il divieto appunto nei luoghi che non siano private abitazioni. Ma cosa come funzionano e cosa c'è da sapere su questo prodotto di cui tanto si parla?

Ecco un piccolo "decalogo":

  • 1
  • Che cosa contiene

    La sigaretta elettronica, nota anche come e-cigarette, è un dispositivo elettronico che emula perfettamente le sigarette tradizionali, ma con una grande differenza: non ha bisogno di un accendino o un fiammifero e non contiene tabacco. È invece alimentata da una batteria, presenta all'interno una camera di vaporizzazione e una cartuccia, piena di nicotina liquida. Accendendola, la nicotina (in una miscela che comprende anche glicole propilenico, glicerolo e aromi naturali) viene vaporizzata e così inalata fino ai polmoni, per poi essere "esalata". Il gusto è del tutto simile a quello di una sigaretta tradizionale, ma non produce fumo perchè non c'è combustione. Proprio per questo si ritiene che il rischio di insorgenza di tumori sia inferiore, non essendoci residui di catrame, idrocarburi policiclici aromatici e altre sostanze dannose.

  • 2
  • I dubbi

    Molti esperti di salute non sono affatto certi, però, che le sigarette elettroniche siano sicure. Secondo la Food and Drug Administration (l'agenzia americana che si occupa di salute, farmaci e alimenti) non ci sono infatti sufficienti studi relativi agli effetti da inalazione di nicotina pura, confermando un'analoga posizione dell'Istituto Superiore di Sanità italiano. A creare dubbi è il fatto che la nicotina produce dipendenza psicologica e in parte anche fisica. Molti dei produttori, poi, non dichiarano apertamente quali ingredienti chimici vengono utilizzati nel dispositivo elettronico.

  • 3
  • La nicotina

    Perplessità riguardano anche il reale quantitativo di nicotina nelle e-cigarettes. Esso dipende da quanta ne può essere contenuta nelle cartucce: si può infatti scegliere tra differenti modelli, che variano da sigarette elettroniche che possono avere quantitativi uguali a quelli delle sigarette tradizionali, oppure pari a quelli delle sigarette light o ultralight, ma anche del tutto prive di nicotina. Questi ultimi modelli sono soprattutto destinati a coloro che vogliono limitarsi a provare l'esperienza di fumare, senza correre il rischio di effetti collaterali.

  • 4
  • Acquisti online

    Uno degli aspetti più delicati è la vendita delle sigarette elettroniche: sono distribuite in tutto il mondo, ma soprattutto acquistabili anche online. Inventate originariamente in Cina, dalla Ruyan, sono oggi prodotte da numerose aziende in Europa e negli Stati Uniti. In un'era tecnologica come quella attuale è persino possibile assemblare una e-cigarettere comprando gli elementi necessari su internet, senza però le necessarie garanzie di legge.

  • 5
  • I minorenni

    Proprio gli acquisti dal web rappresentano un problema per quanto riguarda i minori. In Italia le sigarette elettroniche sono vietate ai minori di 16 anni. In America, dove la legge prevede che per acquistare tabacco si debbano avere almeno 18 anni, la stessa norma non è applicata alle e-cigarettes. Il problema è amplificato dalla pubblicità che viene fatta a questi prodotti, anche in modo indiretto, attraverso i film: Johnny Depp, ad esempio, ne fuma una nella pellicola "The Tourist" e la stella della serie "Grey's Anatomy" Katherine Heigl ne ha divisa una con David Letterman durante un'apparizione nel suo show.

  • 6
  • I costi

    A dispetto dei vantaggi sulla salute che i produttori di sigarette elettorniche sbandierano, il loro costo è molto elevato. Il prezzo varia a seconda del produttore: se in America per un kit completo si spendono dai 60 ai 150 dollari, in Italia la spesa media è di 100 euro per i prodotti acquistati in farmacia, 90 sui siti specializzati online e circa 50 per le versioni young, pensate appositamente per i più giovani.

  • 7
  • La manutenzione

    A differenza delle sigarette tradizionali, "usa e getta", le elettroniche hanno bisogno di una certa manutenzione. La batteria che ne garantisce il funzionamento va ricaricata periodicamente, con appositi caricabatterie da muro o da auto. Anche il liquido nella cartuccia va cambiato con regolarità, o inserendo una cartuccia nuova o riempiendo quella in uso. Il liquido a base di nicotina è venduto in appositi contenitori, che permettono di non dover cambiare sigarette o kit di frequente, risparmiando e inquinando meno.

  • 8
  • Confusione e divieti

    L'uso delle sigarette elettroinche deve ancora essere regolamentato in modo chiaro e univoco, sia in Italia sia all'estero. Nel nostro Paese si sta procedendo a macchia di leopardo, perché ogni singola Amministrazione sta procedendo con apposite ordinanze che spesso ne vietano l'uso in luoghi pubblici, come a Lomazzo, nella Brianza comasca. A Torino, il pm Guariniello ha auspicato un'apposita legge in materia che vieti le e-cigarettes in tutti gli edifici aperti al pubblico.

    Quanto all'estero, in Australia, Canada, Israele e Messico sono state bandite. Altri Paesi, invece, le considerano legali, ma stanno approntando apposite regolamentazioni, perchè non è ancora chiaro se le sigarette elettroniche possano avere effetti collaterali dannosi anche per chi non le usa in prima persona.

  • 9
  • Il vapore fa male?

    Molti dubbi ruotano attorno al cosiddetto "vapore di secondamano" prodotto dalle sigarette elettroniche. I produttori ritengono che si tratti di semplice vapore acqueo, ma molti esperti ripetono che occorrono appositi studi per accertarlo. Numerosi consumatori che hanno provato le e-cigarettes e che sono particolarmente sensibili hanno avuto problemi di irritazione agli occhi, al naso e alla bocca, con malesseri e nausee.

  • 10
  • Conseguenze per i polmoni

    Un altro grosso problema intorno alle sigarette elettroniche è sorto lo scorso settembre, quando dal meeting della European Respiratory Society (Ers) a Vienna è stato lanciato un allarme sui possibili danni ai polmoni che potrebbero causare. Una ricerca dell'Università di Atene, infatti, ha dimostrato che in 32 soggetti tra fumatori e non fumatori, l'utilizzo per 10 minuti di una sigaretta elettronica determina broncospasmo con un aumento della resistenza delle vie aeree fino ad un massimo del 206% nei non fumatori e del 220% nei fumatori. La dottoressa Christina Gratziou, presidente del Comitato per il controllo del tabacco Ers, ha dichiarato: "Questa ricerca ci aiuta a capire come questi prodotti possano essere potenzialmente dannosi. Abbiamo rilevato un immediato aumento della resistenza delle vie aeree nel nostro gruppo di partecipanti, il che suggerisce che le sigarette elettroniche possono causare un danno immediato dopo che sono state utilizzate. Saranno necessarie ulteriori ricerche per capire se questo danno abbia anche effetti a lungo termine".

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