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Non mi ricordo più le cose...

Da un po’ di tempo fai fatica a ricordare. No, la memoria storica funziona molto bene, è quella a breve termine che ha iniziato a zoppicare. Ecco perché succede. E, soprattutto, come rimediare in fretta

Non mi ricordo più le cose... Non mi ricordo più le cose...
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Tag:  memoria preferisco non parlarne salute

di Alessandro Pellizzari

Addio memoria breve?

Se non ti chiamavano memoria di ferro poco ci mancava. Numeri, cognomi, strade, appuntamenti: per te l’agenda è sempre stata un accessorio sacrificabile. Ma adesso? Da un po’ di tempo fai fatica a ricordare. No, la memoria storica funziona molto bene, è quella a breve termine che ha iniziato a zoppicare. E così ti ritrovi, nel bel mezzo di una riunione, a balbettare “ma sì, come si chiama, quello dell’azienda tal dei tali”. Dunque hai iniziato a guardare di più l’agenda, a prendere nota dei numeri che prima recitavi a comando. Fino a ritrovarti, un giorno, in una stanza dove eri andato a prendere qualcosa sì, ma che cosa? Di colpo ti si palesano i seguenti spettri: l’età che avanza, il cervello che perde colpi, persino l’Alzheimer.

Perché ti succede

Calma un attimo. Fai un check di quello che ti sta succedendo. Sei sicuramente sotto stress lavorativo, in overbooking di cose da fare e, magari, l’ultima vacanza vera (quella che dura almeno 5 giorni) è molto lontana. Poi mangi indiscutibilmente male: panino davanti al computer, salto del pasto causa riunione, “ricco” buffet in piedi da evento (ricco di parole, poco di nutrienti). Il tuo problema è semplice, e ha due origini, una mentale e una fisica.

«La prima, di origine neurologica, è legata al fatto che, soprattutto quando siamo bombardati da troppe informazioni, quando tutto diventa priorità, il nostro cervello deve fare delle scelte: tenere in evidenza le notizie più necessarie e rilevanti, archiviare in banca dati o passare in secondo piano quelle non strategiche», spiega il professor Nicola Mercuri, ordinario di neurologia all’Università Tor Vergata di Roma . Se ci pensi bene, allora, vedrai che le cose che tendi a scordare, per quanto importanti, sono di secondo livello e non così prioritarie. È per questo che finiscono in un cassetto della memoria: non sono sparite, sono solo congelate. Perché hai cose più importanti da ricordare, e da utilizzare subito. E, guarda caso, quello che non ricordi sono notizie brevi (cognomi, numeri, orari) che puoi benissimo annotare. Quindi tranquillo: niente demenza senile o “vecchiaia” dei neuroni, solo istinto di sopravvivenza del tuo cervello. Mettici un po’ di distrazione (che ci facevi in quella stanza?) e il gioco è spiegato.

Seconda cosa: oltre a essere sotto stress stai mangiando male. Non conta, per la memoria, la quantità, ma la qualità. «Mangiare bene preserva il potere di ricordare», spiega Mercuri. «Anche perché chi mangia scorretto può incorrere in una carenza di vitamine del gruppo B, le vere vitamine della memoria, in particolare la B1 e la B12. Abbiamo visto, per esempio, che le persone che seguono diete restrittive prive di proteine animali, una delle maggiori fonti di questi nutrienti, possono avere gravi problemi di memoria». «Pesce, carni bianche e rosse, uova: sono queste le fonti principali di vitamina B. Ma anche la B6 è importante per le funzioni neuronali, e si trova nei legumi, nella verdura, nei cereali, nella pasta e nel pane integrali», spiega Diana Scatozza, specialista in scienza dell’alimentazione a Milano.

La soluzione in due mosse

Sappiamo benissimo che non hai tempo e voglia di andare dal medico. E non ti sogni minimamente di rivoluzionare la tua dieta. Non lo dovrai fare.

Per il cibo basta che ti fai solo più furbo: «Se sei costretto al panino del bar vai sull’integrale col prosciutto», consiglia la dietologa. «Ai buffet o al ristorante punta sul carpaccio di pesce, su un piatto di carne con le patate, pollo e patate più un panino integrale: farai il pieno di B».

Non basterà, però, per ricordarti di nuovo tutto e subito: per un po’ avrai bisogno dell’aiuto di un integratore, un complesso vitaminico del gruppo B.  Lo trovi in farmacia senza ricetta. «Il massimo assorbimento si ha se prendi il polivitaminico del gruppo B al mattino, a digiuno, prima di colazione», spiega Scatozza. «In 2-3 giorni avrai i primi effetti positivi sulla stanchezza. Per la memoria ce ne vorranno circa 14, ma se sarai costante i risultati sono assicurati, e puoi andare avanti per due mesi, cercando però, nel frattempo, di mangiare meglio».

Ricordatelo.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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