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Mnemosline, gli occhiali per ricordare

Li ha messi a punto un neurologo: sollecitano le onde alfa del cervello e potenziano la memoria. Il metodo si chiama Mnemosline: al posto delle lenti ha due led a luce rossa; tramite segnali luminosi intermittenti, aumenta la frequenza e la regolarità delle onde alfa legate alla memoria operativa

Mnemosline, gli occhiali per ricordare Mnemosline, gli occhiali per ricordare
di Redazione

di Elena Porcelli

Un paio di occhiali che stimolano le onde alfa del cervello e potenziano la memoria: non è un accessorio da supereroi, bensì il risultato di 10 anni di ricerca di un ex primario di neurologia vicentino, Francesco Ferro Milone, che oggi ha 85 anni e ha creato un apparecchio chiamato Mnemosline. Al posto delle lenti, ha due led a luce rossa e tramite impulsi luminosi aumenta l’attività delle onde alfa, favorendo il recupero della memoria. Ferro Milone l’ha realizzato con il collega Adolfo Porro, ex primario di geriatria. «Da quando siamo in pensione» racconta «facciamo volontariato nei centri per gli anziani e cerchiamo un modo per rallentare l’invecchiamento mentale».

L’idea, usare la luce intermittente per sollecitare la memoria operativa, è un filone su cui lavorano anche all’Università di Oxford. «Loro però» precisa Milone «si sono concentrati sugli effetti immediati, noi su quelli a lungo termine. Entrambi abbiamo usato impulsi luminosi con frequenza sui 10 Hertz, che corrisponde alle onde alfa di una persona media. Negli anziani questa frequenza rallenta progressivamente; l’uso di Mnemosline, che trasmette segnali luminosi a frequenza sempre più alta, fino a 13 Hertz, con il tempo riesce a “trascinare” le onde alfa, riportandole a livelli migliori. L’abbiamo sperimentato su 200 volontari anziani. Dopo 5 anni, il 60 per cento aveva più memoria operativa e meno depressione, misurate con test psicologici, e una maggiore ampiezza e regolarità delle onde alfa, mentre il 40 per cento era rimasto stabile. I 200 del gruppo di controllo, invece, hanno avuto un peggioramento». La cronista ha voluto provare: la sensazione è stata quella di vedere attraverso le palpebre una nube di lampi rossi e pulsanti, con una frequenza crescente, che rendono rilassati e lucidi.

Gli occhiali saranno disponibili nei centri della memoria delle asl (per ora ne esistono due in provincia di Vicenza, altri stanno per aprire). Prima di applicarli verrà fatto un test con l’elettroencefalogramma, per calibrarli sull’ampiezza delle onde alfa del paziente. La terapia dovrà durare almeno sei mesi, due volte al giorno per 10 minuti, proprio come una sorta di allenamento quotidiano.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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