Gli appassionati di lettini e lampade sono avvertiti: l'uso frequente di questi sistemi per l'abbronzatura aumenta notevolmente il rischio di sviluppare il carcinoma delle cellule basali, una delle forme più comuni di cancro alla pelle, anche prima dell'età in cui la malattia di solito si presenta. Lo ha stabilito una ricerca svolta dalla Yale School of Public Health, che ha verificato l'esistenza di questa associazione soprattutto nelle donne, grandi frequentatrici dei centri abbronzanti.
La tintarella artificiale è stata inserita nella lista degli agenti carcinogeni umani nel 2009, e si trova in buona compagnia con le sigarette, l'amianto e le radiazioni. Ma mentre il rapporto tra la frequenza delle lampade e due tipi di tumore, melanoma e carcinoma a cellule squamose, è considerato convincente dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul Cancro dell'Organizzazione mondiale della Sanità, restava da provare il legame tra i raggi Uv artificiali e un altro tipo di tumore della pelle, il carcinoma delle cellule basali.
Ciò che ha insospettito i ricercatori di Yale è stato riscontrare la relativa frequenza, in tempi recenti, di casi di questo tumore in età insolitamente precoce. Il carcinoma si presenta tipicamente nella mezza età, ma sono in aumento i casi registrati sotto i 40 anni, soprattutto tra le donne. Il sospetto che le lampade abbronzanti abbiano un ruolo è stato confermato dai dati.
Il team guidato da Leah Ferrucci, autrice principale dello studio, ha intervistato 376 persone che avevano ricevuto una diagnosi di carcinoma delle cellule basali tra il 2006 e il 2010, le cui risposte sono state paragonate a quelle di un gruppo di controllo formato da 390 individui con problemi dermatologici minori, come cisti o verruche. Ai partecipanti sono state fatte domande sulle loro abitudini in merito all'abbronzatura (quanto si esponevano sia al sole sia ai lettini abbronzanti), gli è stato chiesto inoltre se avevano mai subito scottature e se nella loro famiglia vi erano precedenti di melanoma o altri tipi di tumore alla pelle.
Coloro che dichiaravano di aver fatto uso di sistemi per l'abbronzatura artificiale avevano il 69% di probabilità in più di sviluppare una forma precoce di carcinoma delle cellule basali, rispetto ai non fanatici dell'abbronzatura. Ancora più stringente è il collegamento tra tumore e uso assiduo delle lampade: chi le ha "frequentate" per almeno sei anni risultano avere un rischio doppio rispetto a chi non le ha usate mai.
Lo studio ha evidenziato che la passione per la tintarella è più presente tra le donne che tra gli uomini: ecco perché il 70% dei casi di insorgenza precoce del carcinoma sono femminili. In California e in Inghilterra una legge vieta lampade e lettini ai minori di 18 anni, per evitare i danni causati dall'esposizione precoce. Il problema è come convincere le donne maggiorenni a rinunciare all'abbronzatura artificiale. Pare che il modo migliore sia ricordare loro che l'esposizione ai raggi UV favorisce le rughe: una prospettiva evidentemente più spaventosa del cancro della pelle.
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