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Creme solari: il lato oscuro dell'ossido di zinco

Ampiamente utilizzato per le sue ottime capacità filtranti dei raggi solari, l'ossido di zinco potrebbe però scatenare proprio per l'effetto dei raggi UV una reazione perversa in grado di danneggiare il DNA delle cellule.

Creme solari: il lato oscuro dell'ossido di zinco Creme solari: il lato oscuro dell'ossido di zinco

Filtri solari: arma a doppio taglio?

Credits: iStockphoto
di Marta Buonadonna

Tutti pronti per dare inizio alla maratona per la tintarella 2012? Comprato il costume? Smaltita la pancetta? Scelta la crema solare? Ricordate che quella dell'anno scorso non va più bene perché i filtri a un anno dall'apertura del flacone perdono efficacia. Ma una notizia in arrivo dall'Università del Missouri rende più complicata la scelta del nuovo prodotto: uno degli ingredienti spesso contenuti nelle creme può avere un effetto nocivo sulla pelle.

Si tratta dell'ossido di zinco, ingrediente largamente usato nelle creme lenitive per i rossori dei neonati, impiegato anche nei solari in quanto ha ottime capacità filtranti. Pare però che la reazione chimica provocata dall'esposizione ai raggi UV causi il rilascio di radicali liberi, molecole instabili che cercano di unirsi ad altre molcole e così facendo possono danneggiare il DNA delle cellule, aumentando il rischio di cancro.

Secondo Yinfa Ma, professore di Chimica all'Università del Missouri Science & Technology, autore di una ricerca in pubblicazione su Toxicology and Applied Pharmacology, più l'ossido di zinco è esposto al sole, maggiore è il potenziale danno alle cellule umane. Per verificare i reali danni causati dall'ossido di zinco in determinate condizioni, Ma e colleghi hanno immerso delle cellule polmonari umane in una soluzione contenente particelle di ossido di zinco e hanno visto cosa succedeva quando venivano esposte a diversi tipi di luce. Per controllo Ma ha selezionato un gruppo di cellule polmonari non immerse nella stessa soluzione. A parità di luce irraggiata, le cellule a contatto con l'ossido di zinco mostravano di deteriorarsi molto più rapidamente rispetto alle altre. Il deterioramento avveniva anche quando erano esposte semplicemente alla luce visibile, ma con i raggi ultravioletti la vitalità delle cellule diminuiva ancora più drammaticamente.

Come funziona il meccanismo? E perché un ingrediente che rappresenta un ottimo filtro per i raggi e quindi da un lato aiuta a proteggere la pelle dai danni del sole, dall'altro danneggia le cellule proprio durante l'esposizione? Secondo l'autore, quando le nano-particelle di ossido di zinco nella soluzione da lui usata assorbono i raggi UV avviene una reazione che dà luogo a un rilascio di elettroni, che a loro volta possono produrre i radicali liberi. Questi cercano di unirsi ad altre molecole e, comportandosi da parassiti, le danneggiano.

Lo studio della materia non può però ancora consderarsi concluso e per il momento è Yinfa Ma stesso a consigliare di continuare a usare le creme protettive quando ci si espone al sole. "Un filtro solare è meglio che nessun filtro solare", dichiara Ma, soprattutto in attesa di poter dire qualcosa di definitivo sul rapporto costi/benefici dell'uso dell'ossido di zinco in questi prodotti. Forse nel frattempo sarà chiamato a pronunciarsi in proposito anche il Comitato Scientifico per la Sicurezza dei Consumatori, organismo europeo che dei solari e dei loro ingrendienti si è già più volte occupato.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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