Le strutture di assistenza medica aperte 24 ore su 24, come vorrebbe il ministro Balduzzi, esistono già e sono ben radicate sul territorio italiano. Ma non piacciono a tutti, come ad esempio allo Smi, il Sindacato medici italiani , critico verso questa norma del decreto. “L’assistenza di 24 ore, 7 giorni su 7, è solo un grande slogan pubblicitario propagandato dai media e che sta creando notevole confusione sia nei medici sia nei pazienti" dice a Panorama.it Pina Onotri, rappresentante nazionale Smi per la continuità assistenziale. "Anche perché questo tipo di copertura in Italia esiste già: di giorno i medici di famiglia, di notte la continuità assistenziale, la ex guardia medica, per le prestazioni non differibili. Oltre al 118 per le emergenze. Per i medici di famiglia, già oggi, sono previsti nell’Accordo collettivo nazionale della medicina generale forme di aggregazione tra professionisti quali la possibilità di essere collegati in rete per scambiarsi i dati clinici sui pazienti o esercitare medicina di gruppo, svolgendo la professione nello stesso studio”.
Insomma, discussione aperta. Intanto, siamo andati a scoprire i centri che, di fatto, anticipano la riforma. Come ad Empoli. La chiamano “Casa della salute ”, ed è dislocata su un intero piano di un centro direzionale nell'immediata periferia ovest della città. Non è un ospedale, neppure un ambulatorio medico specialistico. È molto di più e da cinque anni monitorizza e cura, 24 ore su 24, 7.200 pazienti, che una volta si sarebbero chiamati “della mutua”. Nei 28 ambulatori del centro lavorano una quarantina di medici di famiglia e specialisti, cinque infermieri laureati, ognuno dei quali ha un suo ambulatorio, un'ostetrica, uno psicologo, un assistente sociale, i dottori della guardia medica notturna e i rappresentanti delle onlus che seguono i malati cronici, come i diabetici, gli alcolisti, le persone colpite da tumore. I rapporti con l'ospedale sono costanti e il medico di base decide l'eventuale ricovero. Tutto in tempo reale, perché in Toscana le cartelle cliniche del paziente sono informatiche e viaggiano in rete fin dal 2007.
Da Empoli a Castiglion Fiorentino. La Casa della salute è nata nel 2010 ed è il punto di riferimento per quasi 10 mila assistiti. Nel primo anno di lavoro, dice il direttore di zona, gli accessi al pronto soccorso sono diminuiti del 9 per cento. L'attività, anche notturna, di 10 medici di base, infatti, permette ai pazienti di evitare di doversi recare al Pronto soccorso per i casi più semplici da diagnosticare e curare. Nella stessa zona, nel 1999 a Badia al Pino, partì un progetto sperimentale di questo tipo, approvato dalla Regione Toscana. Nel 2002 il progetto divenne realtà di fatto e da dieci anni la continuità assistenziale in quella zona dell'aretino è garantita. Presto ci sarà una struttura simile a Pieve Santo Stefano. Nel prossimo futuro, toccherà al distretto del Valdarno.
Una storia analoga avviene a Parma , a San Secondo, una delle 26 che l'Ausl ha programmato sul suo territorio. Attivata a gennaio di quest'anno dalla riconversione di un ospedale, ospita gli studi di 5 medici di famiglia associati e due pediatri di libera scelta. La medicina generale è garantita dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20, con il sostegno di due infermiere e due segretarie. L'anello debole, in questo caso, resta il collegamento con gli ospedali, ritenuto ancora insufficiente.
Romamed , il centro nato nella capitale a marzo di quest'anno grazie all'autofinanziamento di una cinquantina di medici, per quasi 3 mila euro ciascuno, è più controverso. Secondo il direttore Fabio D'Andrea, è “un ottimo strumento per i cittadini per trovare prestazioni ad ogni ora e con medici qualificati in molte discipline”. Emma Bonino, nel corso dell'inaugurazione, ha dichiarato che “il progetto anticipa l'idea di riforma sanitaria, ovvero quella di portare i servizi sul territorio per deospedalizzare il più possibile”. Per lo Smi, invece, non è così che si può raggiungere il fine sperato considerando che, a pochi metri dall'ambulatorio è già attivo e funzionante il servizio di continuità assistenziale, attivo sia il sabato che la domenica dalle 8 alle 20. “Tale iniziativa era stata già bocciata dal comitato aziendale della Asl RmA – prosegue la Onotri –. Si tratta di una duplicazione inutile e costosa che ha dei costi esorbitanti di oltre 140mila euro l'anno per personale amministrativo e gestione di software. Inoltre, il servizio è riservato esclusivamente ai pazienti dei medici appartenenti alla cooperativa Romamed, circa 55 mila, rispetto a tutti gli abitanti della zona interessata, che superano i 160 mila”.
Il sindacato dei medici resta critico verso il decreto Balduzzi (“più che una riforma è una dichiarazione di intenti da inserire nell'agenda delle Regioni la cui realizzazione pratica e le ricadute su medici e pazienti rimangono indefinite e nebulose”, sostiene la Onotri) e si augura, al tempo stesso, che i che i costi del cambiamento non ricadano sui medici , così come è stato, in molte regioni, per i certificati telematici e per la ricetta elettronica.
“Mi chiedo quale sia il senso di reperire altre mega strutture quando già esistono i distretti sanitari, dove lavorano infermieri, assistenti sociali, personale amministrativo e specialisti ambulatoriali ed dove è possibile accedere alla diagnostica di primo livello su richiesta del proprio medico curante – prosegue la sindacalista dei medici -. Oggi la medicina di famiglia è capillare e facilmente accessibile. Abbiamo un medico quasi in ogni condominio e questo è vitale soprattutto per i pazienti anziani e malati cronici”.
Allora, come assicurare l’assistenza h24? “Potenziando e migliorando l’esistente. Troppo semplice?”, chiede candidamente il medico dello Smi.
Confronta 18 assicurazioni e risparmia!
Confronta le offerte delle migliori banche!
Confronta le migliori finanziarie e risparmia
Nel numero in edicola da domani, 23 maggio, le parole dell'uomo che ha ferito due carabinieri davanti a Palazzo Chigi lo scorso 28 aprile
Il ministro del lavoro inizia il confronto con le parti sociali
L'erede della Xbox 360 è stata finalmente rivelata: ecco tutte le cose da sapere
Impossibile prevederli, importante che la popolazione sappia cosa fare per mettersi in salvo
Da Sharon Stone a Bianca Balti, cosa si deve e non si deve fare sul red carpet - Day #1 - Day #2 - Il nostro speciale
Commenti