Migliorare l'educazione dell'opinione pubblica e incoraggiare le persone con demenza a condividere le proprie esperienze e garantire che esse partecipino alle attività quotidiane. Sono queste le raccomandazioni contenute nel Rapporto Mondiale Alzheimer 2012 ''Superare lo stigma della demenza'', pubblicato in occasione della giornata mondiale Alzheimer e presentato stamattina a Milano dalla Federazione Alzheimer Italia.
Questi le dieci esortazioni che Alzheimer's Disease International rivolge ai governi e alle società per limitare lo stigma e l'esclusione sociale di malati e familiari.
1 - Educare il pubblico
2 - Ridurre l'isolamento delle persone affette da demenza
3 - Dare voce alle persone con demenza
4 - Riconoscere i diritti delle persone affette da demenza e dei loro familiari
5 - Coinvolgere le persone con demenza nelle loro comunita' locali
6 - Sostenere ed educare i carer familiari, volontari e professionali
7 - Migliorare la qualita' dell'assistenza a domicilio e nelle case di cura
8 - Migliorare la formazione specifica dei medici di base
9 - Sollecitare i governi a creare piani nazionali Alzheimer
10- Migliorare la ricerca su come affrontare lo stigma legato alla malattia.
L'invito che l'Organizzazione Mondiale della Sanità e Alzheimer's Disease International rivolgono oggi a tutto io mondo è di considerare le demenze una priorità mondiale di salute pubblica, un problema globale e non solo una ''malattia del mondo industriale''.
Nel mondo ogni 4 secondi nasce un nuovo caso di demenza, un tasso di crescita impressionante, pari a 7,7 milioni di nuovi casi ogni anno. ''Le stesse dimensioni - si legge nel rapporto - delle popolazioni della Svizzera e Israele''. In Italia si stima che le persone con demenza siano un milione, di cui 600mila malate di Alzheimer.
''In questo momento" sottolinea Shekhar Saxena, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di sostanze OMS "solo 8 dei 194 Stati membri dell'OMS hanno un piano nazionale sulle demenze in atto. Alcuni Paesi, come l'India, hanno strategie nazionali, ma sviluppate da organizzazioni della società civile. La nostra speranza è che altri Paesi utilizzino il rapporto come punto di partenza per la pianificazione e l'implementazione di piani nazionali ufficiali''.
L'Italia è tra i paesi che non possiedono ancora un Piano nazionale. Le demenze, sottolinea l'Oms, esploderanno in questo secolo a causa dell'allungarsi della vita media dell'uomo. Attualmente il rischio è di 1 a 8 per gli over 65 e di 1 a 2,5 per gli over 85. ''I nostri attuali sistemi sanitari - denuncia Marc Wortmann, direttore esecutivo ADI - non possono far fronte a tutto ciò. Questo imminente disastro economico e del debito pubblico rappresenta una sfida sociale e sanitaria di prim'ordine''
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