Se il rumore è assordante e rischia di provocare un danno acustico, i danni li paga chi ne è responsabile. Lo ha disposto il Tribunale di Genova, che ha accolto il ricorso di una cittadina di Fegino che da mesi, insieme alla sua famiglia, non poteva chiudere occhio a causa dell'assordante rumore, anche notturno, prodotto da lavori ferroviari. Le società Rfi e Fer.Gen dovranno ora pagare l'affitto di una casa dove la famiglia traslocherà fino a che “il rumore immesso nell'appartamento non sarà rientrato nei limiti della normale tollerabilità”, ha ordinato il Tribunale. Il ricorso è stato necessario in quanto il Comune aveva autorizzato che il livello di rumore immesso potesse arrivare fino a 50 decibel, anche di notte, ma quel limite era spesso non rispettato.
Il capoluogo ligure risulta essere, tra l'altro, una fra le città più rumorose d’Italia e anche d’Europa, secondo quanto rileva giornalmente il nuovo sito internet curato dall’Agenzia europea per l’ambiente , dove è possibile individuare le aree più colpite dall’inquinamento dell’aria, dell’acqua e dal rumore. Una piattaforma a cui tutti possono collaborare e che mostra la situazione del rumore in tempo reale rilevata in 164 città europee. Un rilevamento ottenuto grazie all’incrocio dei dati raccolti dalle autorità pubbliche con le informazioni provenienti dagli utenti.
In Europa le località più rumorose sono in Germania, nell’area industriale della Westfalia e in Gran Bretagna dell’area di Manchester. In Italia, tra le città più rumorose Bari, Napoli, Roma, Bologna, Milano, Genova e Torino. Attraverso l’applicazione “NoiseMeter”, installabile sui telefonini, è possibile controllare il livello del rumore dell’area in cui ci si trova ed inviarla al portale per l’aggiornamento della mappatura.
Quanto accaduto nel capoluogo ligure è un piccolo passo verso una società meno “rumorosa” e verso normative anche in Italia più stringenti. In Gran Bretagna, ad esempio, le norme sono rigidissime. Ne sa qualcosa Bruce Springsteen che, qualche settimana fa, a chiusura del suo concerto ad Hyde Park, aveva invitato sul palco Paul Mc Cartney per un duetto che sarebbe rimasto nella storia. Niente da fare: alle 22.40 il live aveva ormai sforato di 25 minuti i limiti imposti dalle norme antirumore e Springsteen si è ritrovato con gli amplificatori spenti.
Il rumore è una delle cause di peggioramento della qualità della vita, soprattutto nelle grandi città, ma l'assuefazione è ormai tale da non accorgersi di quanto si siano superati i limiti di tolleranza. La patologia da rumore è invece un problema rilevante, se si considera che in Italia dal 2000 al 2009 le ipoacusie e le sordità accertate rappresentano rispettivamente il 39, 3% e lo 0,9% delle malattie professionali, percentuale però in calo rispetto al 50% del 2000, grazie alla migliore prevenzione.(dati ISPeSL : Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro).
Il traffico stradale è la prima causa di frastuono nei paesi occidentali e nelle zone ad alta intensità urbana si aggira intorno agli 80-100 decibel: secondo i dati di una ricerca, quasi il 30% della popolazione dell'Unione europea è bombardata da una dose quotidiana di inquinamento acustico superiore ai 55 decibel, ma il livello è in aumento. Otorini e audiologi sono concordi nell'affermare che livelli sopra gli 85 decibel ripetuti e prolungati, possono provocare effetti nocivi permanenti sul sistema uditivo, ma anche “a distanza”, ovvero a carico di apparati diversi da quello uditivo, troppo spesso sottostimati. I più vulnerabili sono bambini e anziani, per i quali non è previsto il monitoraggio sanitario preventivo dell'esposizione acustica.
Innanzitutto l'apparato uditivo, in cui si va da perdite uditive temporanee o permanenti, ad acufeni (sibili persistenti), recruitment (distorsioni della sensazione sonora) o disturbi neuro-vegetativi. Il danno acuto può verificarsi per intensità superiori a 130-140 decibel, ad esempio a seguito di esplosioni o spari, mentre per quello cronico sono sufficienti livelli sonori prolungati di 85-90 decibel, come nel traffico intenso o rumori acustici come nel caso della famiglia di Genova.
I maggiori effetti extra-uditivi si manifestano sul sistema cardiovascolare, con aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, che può mantenersi alta anche dopo la fine dell'esposizione al rumore, sull'apparato digerente, con variazioni della secrezione acida gastrica, che possono portare a infiammazioni dello stomaco e disturbi digestivi dovuti ad alterazioni dello svuotamento della cistifellea, sul sistema nervoso centrale, oltre che sui livelli di vigilanza e attenzione, con diminuzione della memoria e della concentrazione.
È però il sonno la funzione vitale più colpita dal rumore eccessivo: risvegli frequenti per un antifurto o un clacson, alterazioni del fisiologico alternarsi del sonno profondo e riposante, aumento di stanchezza, affaticamento e sonnolenza durante la giornata.
Che i problemi dell'udito sono in costante aumento ce lo dicono anche i dati. Secondo Airs Onlus , l'Associazione italiana per la ricerca sulla sordità, l'allarme è nelle cifre: il 12% della popolazione generale italiana, circa otto milioni di persone, soffre di disturbi uditivi, il 4% già dai 13 ai 45 anni, il 14% dai 46 ai 60 anni, mentre oltre mezzo milione di adulti sono affetti da sordità grave invalidante. Millecinquecento bambini nascono ogni anno con sordità congenita.
Che fare allora per prevenire le ipoacusie gravi? Nel momento in cui si percepiscono i primi disturbi, come sentire, ma non capire ciò che viene detto, fischi-ronzii, percezioni sonore distorte, ci si dovrebbe rivolgere subito allo specialista otorinolaringoiatra. Ai giovani, soprattutto se frequentano concerti e discoteche o se ascoltano musica con le cuffie, si consiglia di fare un esame audiometrico almeno una volta l'anno. Nel caso il test rivelasse un danno uditivo incipiente, lo specialista consiglierà ulteriori approfondimenti audiologici ed eventuali trattamenti per evitare che il danno all'udito diventi irreparabile e comprometta la qualità di vita.
Resta una regola sempre valida: evitare di esporsi ad ambienti troppo rumorosi per lunghi periodi, utilizzare mezzi di protezione acustica quando prescritti o consigliati, abituare i bambini ad ambienti sonori confortevoli, evitando di esporli a livelli acustici troppo alti. E, quando non se ne può più, come a Genova, rivolgersi ad un tribunale per ottenere il risarcimento.
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