di Francesco Bisozzi
Il giorno dopo che la commissione Trasporti ha approvato il testo sulla mobilità sostenibile che prevede l'investimento di 140 milioni di euro da destinare agli incentivi alle auto ibride ed elettriche e allo sviluppo delle infrastrutture, Bmw ha messo in moto a Roma il Born electric tour . Quasi una sorta di benedizione. L'iniziativa organizzata dal mega-brand di casa Merkel ha come scopo d'illustrare al mondo intero (il tour approderà in diverse metropoli, da Tokyo a New York) in che modo i tedeschi concepiscono l'auto del futuro. Il tutto ben sintetizzato in due modelli visionari, i3 e i8, un veicolo di città e una macchina sportiva, buoni entrambi per i film di fantascienza, che per adesso sono ancora delle concept car ma che non dovrebbero distanziarsi troppo dalle loro versioni finali. Versioni che saranno pronte per la strada rispettivamente nel 2013 e nel 2014.
Più che a delle macchine rassomigliano a degli space shuttle. La prima ha un'autonomia di circa 150 km, motore elettrico da 125 kW e pesa come una piuma. La i8, che non è un'elettrica pura, raggiunge invece i 100 km orari in meno di 5 secondi, ma se si tratta di correre ha sotto il vestito un motore a tre cilindri a benzina pronto per l'evenienza. Del resto, si sa, in Germania il limite di velocità in autostrada è spesso un optional e ai tedeschi piace affondare il piede sull'acceleratore. Che all'ambiente piaccia oppure no. Tuttavia, prima di vedere scorrazzare per le nostre strade i due fiori all'occhiello del neonato marchio BMWi, brand con il quale la casa madre ambisce conquistare la pole nella gara elettrica, ne potrebbe passare parecchio di tempo.
Franz Jung, presidente e amministratore delegato di Bmw Italia, è stato chiaro in proposito: «Fino al 2007 l'Italia ha rappresentato per noi un mercato in crescita costante, il quarto per ordine di grandezza, ma poi qualcosa si è inceppato e nel 2012 il calo delle vendite e' stato ancora più consistente. Per giunta, oggi il mercato dell'automobile registra in altri paesi Ue alcuni segnali di ripresa ma non qui». Poco male. Le stime comunque dicono che nel prossimo decennio nelle grandi metropoli ci saranno circa 2 miliardi di automobilisti a impatto zero o quasi. Alla casa automobilistica basterà fare salire a bordo una parte di loro affinché il marchio BMWi entri in corsia di sorpasso.
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