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Le scimmie virtuali che riscrivono Shakespeare

L'esperimento di un informatico americano ha permesso di riprodurre in modo casuale l'opera di Shakespeare quasi per intero.

Le scimmie virtuali che riscrivono Shakespeare Le scimmie virtuali che riscrivono Shakespeare
di Marta Buonadonna

Mettete un milione di scimmie a pestare i tasti di un milione di macchine da scrivere e prima o poi comporranno l'intera opera di Shakespeare. E' la legge delle probabilità che fino ad oggi nessuno si era sognato di verificare. Qualcuno però adesso ha deciso di mettere la tesi alla prova e con ottimi risultati: l'opera omnia del bardo è quasi completata.

Ci ha pensato l'informatico americano Jesse Anderson che qualche giorno fa ha dato notizia dello stato avanzato del suo esperimento sul proprio blog. Non di vere scimmie si tratta in realtà, ma di primati virtuali, ovvero piccoli programmi che utilizzano la piattaforma Hadoop, ciascuno dei quali inserisce a caso stringhe di testo.

Ogni stringa è composta da 9 caratteri e una volta inserita viene confrontata con i testi di Shakespeare, attinti dal progetto Gutenberg . Quando si trova una corrispondenza tra i caratteri inseriti e quelli realmente presenti un una qualunque tragedia, commedia o poesia della sterminata produzione shakespeariana si aggiunge un tassello utile all'esperimento, ciò che non trova corrispondenze viene invece scartato.

Per rendere il compito fattibile in un tempo ragionevole Anderson ha arbitrariamente deciso di eliminare spazi e punteggiatura, e così facendo sostiene di essere vicino alla meta. Incredibile se si pensa che le sue scimmie virtuali hanno cominciato a pestare sulle loro virtuali tastiere meno di un mese e mezzo fa, il 21 agosto.

L'opera omnia del poeta inglese è composta all'incirca da tre milioni e 700mila caratteri, le cyber-scimmie di Anderson ne hanno fino ad ora inseriti cinque trilioni e mezzo. Tre le opere già completate: la prima è stata la poesia A lover's complaint, poi è stata la volta de La tempesta, seguita da Come vi piace.

"E' la prima volta che un'opera di Shakespeare è stata riprodotta per intero in modo casuale", spiega fiero l'informatico creativo. "Inoltre", rincara, "questa è la più grande opera mai riprodotta in modo casuale. E’ un piccolo passo per una scimmia, ma un grande balzo per i primati virtuali". E pensare che a ispirarlo è stata una scena dei Simpson in cui il perfido Mr Burns ammanetta realmente un esercito di scimmie a una distesa di macchine da scrivere nella speranza che producano un capolavoro.

La scena dei Simpson che ha ispirato Anderson

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