Londinesi e turisti si mettono in coda in questi giorni al Museo della Scienza della capitale britannica per scoprire che aspetto ha il proprio volto fotografato in tre dimensioni. Le immagini raccolte serviranno all'ospedale pediatrico Great Ormond Street, all'University College Hospital e all'Eastman Dental Hospital per aiutare il team di chirurghi cranio-facciali a prendere decisioni cruciali sugli interventi più adatti da eseguire sui pazienti in base alle loro problematiche.
L'evento, che resterà al Science Museum fino al 10 aprile 2012, si intitola Me in 3D e si trova all'interno di una nuova sezione del museo che ha per titolo Who am I ?, ovvero Chi sono io? Qui i visitatori hanno l'occasione di scoprire cosa rende ciascuno di noi unico ma anche di divertirsi a modificare se stessi, la propria voce (da maschile a femminile e viceversa), il proprio volto (per scoprire come potremmo diventare da vecchi).
In una cabina dedicata alla scansione tridimensionale, poi, i visitatori potranno togliersi la soddisfazione di vedere se stessi da una prospettiva inedita: a 360 gradi, ma anche a volo d'uccello, cioè dall'alto. Bastano 5 minuti per ottenere una riproduzione 3D del proprio volto. E' tutto gratuito, sia l'ingresso al museo sia il display Who am I, scansione in 3D compresa.
Abbiamo fatto qualche domanda ai medici del team cranio-facciale del Great Ormond Street, ospedale londinese molto amato dagli inglesi anche perché è stato in passato protagonista di un programma in cui si raccontavano le storie dei piccoli pazienti. Volevamo saperne di più sull'iniziativa e capire come potrà essere loro utile nella pratica chirurgica.
Come funziona lo scanner?
L'apparecchiatura fotografica 3D consiste in una serie di macchine fotografiche che scattano foto simultaneamente. In seguito un software le analizza per produrre un'immagine che può essere ruotata, invertita, capovolta. Questo permette alla persona di vedersi da molte angolazioni completamente nuove. Noi lo chiamiamo vedere se stessi in tre dimensioni, quello che già facciamo con gli altri.
Quanto costa questo macchinario?
Le macchine fotografiche costano all'incirca 40.000 sterline (circa 47.000 euro).
Quante persone sperate di fotografare nel corso di questo evento?
Il nostro scopo è di catturare più immagini in 3D che possiamo per costruire il più grande database del mondo di immagini standardizzate. Speriamo di raccogliere 10.000 immagini durante i tre mesi di durata del progetto al Science Museum.
Cosa farete di queste immagini?
Permetteranno al nostro gruppo di ricerca di descrivere matematicamente ciò che costituisce ogni componente del nostro viso, per metterci in grado di aiutare i pazienti che sono nati con significative differenze facciali o che sono stati sfigurati a causa di un incidente. Usando un'ampia popolazione di volti di diversa provenienza e di diverse età, possiamo analizzare "il volto della nostra nazione". Il database ci informerà sulle variazioni facciali all'interno della nostra popolazione. Siamo tutti diversi e la "faccia media" non esiste. Analizzando le facce con un software e posizionando migliaia di punti di riferimento su ciascuna immagine, possiamo descrivere ogni volto in maniera matematica. Se analizziamo migliaia di facce in questo modo possiamo produrre una "nuvola" di volti che rappresenta la nostra popolazione. Come dottori, possiamo quindi confrontare i pazienti che presentano delle anormalità con questa nuvola, il che ci dà una mano a decidere come aiutarli.
Come utilizzerete praticamente le scasioni dei volti dei visitatori nel vostro lavoro sui bambini?
Aiuteremo i chirurghi a capire meglio quando e come operare, e a valutare quanto sta funzionando la procedura scelta e cosa fare dopo. La maggior parte dei pazienti con malformazioni al volto finisce per non essere sottoposto a un intervento. La chirurgia però aiuta i pazienti con specifici problemi a migliorare la funzionalità legate al volto (mangiare, vedere, sentire, respirare, comunicare e sviluppare con successo le abilità sociali). Aiuta anche a migliorarne l'aspetto, e il database ci aiuterà ad affinare gli strumenti chirurgici e a misurare i risultati.
Un video spiega come funziona Me in 3D
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